GRAVIDANZA IN TARDA ETA': MEGLIO TARDI CHE MAI o MEGLIO MAI HE TARDI?

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GRAVIDANZA IN TARDA ETA': MEGLIO TARDI CHE MAI o MEGLIO MAI HE TARDI?

Messaggio  valeria il Mer Mar 30, 2011 2:02 pm

Attualmente sono sempre più numerose le gravidanze di donne che superano abbondantemente i quarant’anni. Ciò accade per motivi ovvi e comprensibili: non solo la necessità di trovare la persona con cui poter fare questo passo ma soprattutto un lavoro per garantire un futuro ai figli. Ciò conduce donne e uomini a contrarre matrimonio e fare figli non più ventenni. Ma sempre di meno sono anche i giovani tra i trenta e i quarantanni che riescono a mettere su famiglia. Talvolta però la realizzazione professionale è solo un’illusione e molto spesso si arriva a quarant’anni ugualmente precari ma vista l’età si accellerano i tempi per cercare di avere un figlio.
Il desiderio di avere un figlio è comune alla maggior parte degli uomini e donne. Forse è un desiderio maggiore in una donna. Desiderio che con l’età cresce sempre più.
Anche se il lavoro è precario non si riesce a rinunciare a questo desiderio e anche se si è ultraquarantenni, e in alcuni rari casi ultracinquantenni, non si fa a meno di mettere al mondo nuove vite. E’ un desiderio legittimo e comprensibile. Sarebbe più plausibile mettere al mondo un figlio in giovane età avendo la materia prima e le possibilità economiche, ma molto spesso non avere la persona giusta e soprattutto non avere una minima entrata economica costringe a fare questo importante passo in “tarda età”.
Oggi molto spesso a quarantacinque anni si hanno figli che frequentano la scuola dell’infanzia o che stanno per nascere. Forse quando si decide di avere un bambino a questa età si pensa solo al presente e si farebbero carte false per diventare genitori. Il desiderio è più forte dei problemi che potrebbero esserci in futuro con figli adolescenti e genitori “anziani”. Probabilmente non si pensa a quando il bambino avrà quindici anni e dovrà essere seguito nelle sue peripezie adolescenziali da due genitori non più giovani. Oppure quando sarà ventenne o venticinquenne e i suoi genitori quasi settantenni non avranno la forza si seguirlo a aiutarlo per le sue necessità rispetto ad un genitore più “giovane”.
Tuttavia è vero che i cinquanta e i sessanta anni di adesso non corrispondono mentalmente e fisicamente a quelli del secolo scorso. Oggi anche a questa età si ha più predisposizione mentale e fisica a crescere, seguire bambini o adolescenti anche se a tutto vi è un limite.
Tuttavia è ragionevole chiedersi:
“mettere al mondo un figlio avvicinandoci al mezzo secolo di età è un diritto o un egoismo?”

VALERIA SCHIAVI




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