Decreto anticrisi: passato, presente e futuro del nostro territorio

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Decreto anticrisi: passato, presente e futuro del nostro territorio

Messaggio  Brother il Sab Ago 13, 2011 3:32 pm

"Aggrediremo anche i costi della politica". Questo è quanto prospettato dal premier Berlusconi alla conferenza stampa di presentazione del decreto anticrisi qualche giorno prima di Ferragosto. Tra le misure che faranno non poco discutere c'è l'abolizione di una serie di province al di sotto dei 300000 abitanti; ancora non è stato diramato un elenco ufficiale ma, sui dati demografici a nostra disposizione, possiamo avere un quadro delle province oggetto del decreto. Nel Lazio, soltanto quella di Rieti sarebbe a rischio soppressione; può tirare un bel sospiro di sollievo il nostro presidente Cusani, strenue difensore del mantenimento delle amministrazioni provinciali. Ma non solo di ente Provincia si parla nel decreto; nel documento si prendono i considerazione anche importanti tagli ai comuni. Nella fattispecie la manovra finanziaria taglierebbe i comuni sotto i 1000 abitanti e imporrebbe a quelli con una popolazione compresa tra i 1000 e i 5000 di unirsi e/o collaborare tra di loro. Tutto questo, come ha precisato più volte il premier, dovrà essere realizzato non prima del censimento della popolazione di quest'anno ma, soprattutto, bisognerà attendere i chiarimenti dell'Anci, Associazione nazionale Comuni Italiani, per capire con esattezza cosa accadrà.
Tenendo conto dei dati a nostra disposizione ad oggi, in provincia di Latina le municipalità investite in pieno dal piano del governo sarebbero solamente Ventotene, il paradiso di ogni sindaco, e Campodimele, a cui, se non altro, non potrà essere tolto il primato di longevità dei suoi abitanti. Ad oggi, con una popolazione che non arriva alle 750 unità, possono ben poco sperare che l'imminente censimento gli regali qualche centinaio di persone, in modo da salvarle dallo smantellamento amministrativo. Contro l'accorpamento, le due cittadine pontine hanno aderito alla manifestazione dal titolo "Vendiamo cara la pelle!", con cui il presidente dell'Anpci (Associazione nazionale piccoli comuni d'Italia), Franca Biglio, ha invitato i membri a manifestare il proprio dissenso davanti al portone di Palazzo Chigi. Mentre le rappresentative hanno portato a compimento la loro "Marcia su Roma", le entrate dei due comuni sono rimasti chiusi (solo simbolicamente), con affisso il cartello "Chiuso Per lutto" ( molto più ironico quello di Ventotene, con la scritta "la comunità è a lutto per la prematura scomparsa del comune, soppresso da fuoco ritenuto amico").
Anche nel Comprensorio Lepino non tutti possono dormire sogni tranquilli; Prossedi e Roccasecca dei Volsci dovranno sperare che le rilevazioni confermino l'attuale trend demografico, rispettivamente di 1273 e 1171 abitanti. Se ciò dovesse accadere rimarrebbero comunque in quella fascia di comuni a cui il decreto imporrebbe l'unione o, in alternativa, la collaborazione; questo gruppo comprenderebbe anche Maenza e Roccagorga. In questo modo si tornerebbe a parlare, per l'ennesima volta, dell'ormai datato progetto Municipio Unico valle dell'Amaseno. Una giusta supposizione oppure no?


Ultima modifica di Brother il Dom Ago 28, 2011 6:27 pm, modificato 4 volte

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Messaggio  Brother il Sab Ago 13, 2011 3:36 pm


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