TURISMO CULTURALE: POSSIBILE RISORSA FUTURA O UTOPIA?

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TURISMO CULTURALE: POSSIBILE RISORSA FUTURA O UTOPIA?

Messaggio  valeria il Mar Ago 30, 2011 8:12 am


L’Italia, come più volte abbiamo sentito, è il paese al mondo che possiede la più alta percentuale del patrimonio culturale e artistico mondiale. E non solo le grandi città come Roma, Napoli, Firenze, Venezia sono le protagoniste di questa ricchezza. In Italia ogni comune, ogni paese ha qualcosa di spettacolare da regalare ad un possibile turista. Arte, archeologia, ma anche gastronomia sono delle risorse di cui purtroppo molto spesso non ne siamo a conoscenza.
Secondo i dati infatti la maggior parte degli italiani non conosce la zona monumentale di Roma e tra questi la maggior parte risiede nella capitale. Questo dimostra che si tende a disprezzare e a non conoscere il proprio territorio. A un romano quindi potrebbe forse affascinare un rudere in un paese estero, ma non il Colosseo e i Fori Imperiali.
Stesso discorso può essere applicato al nostro territorio del Lazio meridionale. Vi sono infatti paesi, aree archeologiche, centri storici, chiese, abbazie nella provincia di Latina e Frosinone, non conosciuti e non valorizzati. E a noi residenti in questo territorio affascina di più un mattone in Francia o in Inghileterra, piuttosto che la nostra area archeologica.
Oltre al fatto che dovrebbe esserci una preparazione scolastica sui beni culturali del nostro territorio e dell’Italia, non sarebbe una cattiva idea se i beni culturali diventassero una risorsa economica.
Purtroppo in Italia lo è solo per poche città. Se secoli fa, insieme all’industria ci fosse stata un’accurata politica di valorizzazione del territorio, non vivremmo forse un periodo di crisi.
Nei grandi discorsi di ogni politico è inserita la valorizzazione e la promozione del territorio, ma come spesso accade non si passa mai ad applicare realmente ciò.
Come è già stato precedentemente accennato, occorre innanzitutto una preprazione scolastica perchè come spesso accade sia noi i primi e i residenti di un territorio a non conoscere i beni culturali di esso.
Occorrerebbe inoltre che i comuni, le regioni, lo stato finanziassero e incentivassero le associazioni culturali giovanali, le associazioni finalizzate alla promozione turistica come le Pro loco, le cooperative...
Sarebbe un primo passo per cercare di superare la crisi se a ciò si accompagnasse un’accurata politica di valorizzazione dei beni culturali in Italia.
Il turismo culturale potrebbe essere quindi una nuova risorsa o ciò rimane solo un’utopia?


VALERIA SCHIAVI

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