Punto Cinema:David di Donatello 2010

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Punto Cinema:David di Donatello 2010

Messaggio  Jacopo Di Macio il Mer Mag 19, 2010 10:00 pm

Nella serata di venerdì 7 maggio, presso l'Auditorium della Conciliazione di Roma, sono stati assegnati i premi David di Donatello alle varie sezioni del cinema italiano. Per chi non conoscesse bene questo appuntamento annuale con il nostro cinema, faremo un salto indietro di una cinquantina di anni quando a Roma nacque all'interno dell'Open Gate club il Comitato per l'Arte e per la Cultura, a cui si aggiunse nel 1955 il Club Internazionale del Cinema, proprio questi due circoli cinefili diedero vita ai David di Donatello fondati per premiare le migliori produzioni cinematografiche italiane e straniere prendendo come riferimento i criteri della più celebre premiazione hollywoodiana, gli Oscar. La prima edizione si svolse nel 1956 presso il cinema Fiamma a Roma, a cui presenziò il Presidente della Repubblica, si alternarono successivamente nell'ospitare questi premi Taormina, poi due volte a Firenze e infine dal 1981 a Roma in stretta collaborazione con il Comune. Questo anno per assegnare i prestigiosi premi la giuria, composta da 1592 membri, ha preso in considerazione tutti i film usciti tra marzo 2009 e il primo aprile scorso, suddivisi in 24 categorie ognuna con cinque candidati alla vittoria. Il film che ha riscosso più successo è stato "Vincere" di Marco Bellocchio, ambientato ai tempi del fascismo e interpretato da Filippo Timi (nel ruolo di Benito Mussolini) e Giovanna Mezzogiorno, che si è aggiudicato ben 8 statuette tra queste quella per il miglior regista, per il miglior direttore alla fotografia, per il miglior costumista e scenografo. Un altro film molto atteso che ha riscosso successo è stato "La prima cosa bella" di Paolo Virzì a cui sono stati assegnati 3 David, due per gli attori protagonisti Michela Ramazzotti e Valerio Mastandrea e il terzo per la miglior Sceneggiatura. Per quanto riguarda gli attori non protagonisti sono stati premiati Ennio Fantastichini E Ilaria Occhini che hanno recitato nel film di Ferzan Ozpetek "Mine Vaganti". Il David per miglior film è andato a "L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti, che racconta attraverso gli occhi di una bambina di otto anni la strage di Marzabotto avvenuta nel 1944 da parte delle SS. C'era grande attesa anche per "Baarìa" di Giuseppe Tornatore che si è consolato con il solo premio dato a Ennio Morricone come miglior musicista, mentre come film straniero è stato premiato "Bastardi senza gloria" di Quentin Tarantino. Quest'anno sono inoltre stati premiati nella categoria "David speciale" Tonino Guerra, Lina Wertmuller, Bud Spencer e Terence Hill. Ma questa edizione sarà ricordata soprattutto per la protesta organizzata dall'associazione "Centoautori" di cui fanno parte molti tra i nostri registi e sceneggiatori, e a cui ha aderito per l'importanza della causa gran parte del cinema italiano. Si è fatta portavoce di questa protesta Stefania Sandrelli che ha letto prima della cerimonia una lettera in cui si esprimeva il malcontento per i tagli effettuati al Fus(Fondo unico dello spettacolo), che non permetteranno alle produzioni di ricevere incentivi necessari per la realizzazione dei propri progetti. Si è stimato quindi che il trenta per cento delle duecentocinquantamila persone che lavorano nel cinema italiano rimarrà senza lavoro, la denuncia è soprattutto rivolta alla mancanza di un piano d'investimento (presente invece in molti paesi europei) che regoli il sistema, e alla mancanza di leggi che permettano di tutelare chi lavora in questo mondo dalle speculazioni di chi incassa dal proprio lavoro, senza però reinvestire nel cinema. C'è inoltre chi pensa che si dovrebbe adottare un modello più simile a quello statunitense in cui lo stato non investe soldi nel cinema, questo compito è svolto interamente dai produttori. In questo modo si evita di investire una parte del patrimonio nazionale in produzioni spesso destinate a fallire ripetutamente. Si tratta di due modelli che rispecchiano due mentalità molto differenti, come differente è il modo di vedere il cinema, per questo probabilmente un cambiamento in questa direzione sarebbe auspicabile solo con la giusta mentalità.


Jacopo Di Macio

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