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Messaggio  Pietrodeligia il Sab Lug 10, 2010 11:09 am

“Nel 1976 James Jewel Osterberg, per tutti Iggy Pop, è in un vicolo cieco.
L'avventura degli Stooges è stata un'ubriacatura da sballo, ma in fondo è durata poco.
Tutto si è consumato in un quadriennio. In quel trittico micidiale di album che fece esplodere l'America sotterranea a cavallo tra i decenni 60 e 70. Un'immersione profonda nel cuore di tenebra della Motor City, Detroit, tra folli baccanali e liturgie dionisiache.
Come performer l'Iguana di Ypsilanti (Michigan) ha pochi rivali, fin da quella mitica notte di Halloween del 1967 che battezzò gli Stooges. E' un animale da palcoscenico, un satiro lussurioso che sa sempre incendiare l'audience con la sua teatralità kamikaze.”
Ma ora cosa resta?
Queste frasi si riferiscono a qualche anno fa, e mostrano come la vita sia sempre tesa tra la gloria e il fallimento, e per chi ha fatto della vita una fonte di eccessi...questa linea di confine diventa sempre più sottile e il limite, il confine, si passa senza troppo preavviso.
Come sia andata a finire lo sappiamo tutti.
Il vecchio iguana continua a deliziarci con le sue performance tutte diverse ma tutte simili, con lo stage diving, con il pubblico sul palco che canta e balla insieme a lui.
La vera forza di questo artista, poliedrico, istrionico ed a mio avviso difficilmente collocabile musicalmente (il padre del punk ok, ma non vi sembra poco?) sta proprio nelle sue performance, trascinanti e sempre coinvolgenti.
L'aver partecipato ad un suo concerto, è stato diverso da tutti gli altri, le sensazioni che ho ricevuto in quell'occasione sono state irripetibili, vedere l'energia, la voglia, la storia della musica passare su un volto segnato dagli anni e dagli eccessi, è indescrivibile.
Ma la cosa che più di tutte mi impressionò fu la sua pelle, uno strato sottile e umido, come una patina che copriva un fisico scolpito, sempre impeccabile.
Molti ricordano questo artista solo per il brano “The passenger”, certo è il brano più famoso, ma non fermiamoci alla superficie, andiamo a scavare un pò.
Dopo aver pubblicato due album nel 1977, The idiot e Lust for Life, entrambi realizzati con la collaborazione di David Bowie, (colui che sicuramente ha reso possibile il proseguo della carriera di questo fenomeno musicale e di costume, e che ha permesso anche a noi di godercelo ancora a 60 anni!).
L'evoluzione musicale postuma è molto interessante ed ancora una volta esalta la variegata personalità dell'uomo oltre che dell'artista.
Ha trascorso gli anni ottanta e novanta passando da un genere all'altro, compreso il country ed il blues.
Dal 2003 è tornato a cantare in una rinnovata formazione degli Stooges, i quali hanno pubblicato un album nel 2007, The Weirdness. Nel 2008 registra The Preliminares, un disco dai toni Jazz uscito nel 2009.
Il mio invito è quello di partecipare almeno una volta nella vita ad una sua performance, non è un concerto, è un volo pindarico sulle nostre emozioni...è il massimo.

Pietrodeligia

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