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Messaggio  Brother il Sab Nov 26, 2011 8:39 pm

(di Andrea Schiavi) SULL'ORLO DEL BARATRO
Ve li ricordate gli Lsu (lavoratori socialmente utili) del comune di Priverno? Bhè poco meno di un anno fa avevamo seguito le loro sorti in maniera approfondita e puntuale. Assemblee permanenti, picchetti di protesta, sit-in diurni e notturni sotto i portici di piazza Giovanni XXIII. Cosa chiedevano? La stabilizzazione della loro situazione lavorativa. L'hanno ottenuta? Assolutamente no. E allora cos'è cambiato dall'inverno scorso? Posso tranquillamente rispondere, un bel niente!
Degli allora 43 Lsu ad oggi ne sono rimasti 34; i nove mancanti all'appello hanno deciso che invece di continuare a galleggiare in questo mare di precarietà, alla mercè di una Regione che, fino ad ora, non ha mai fatto ben intendere quali fossero i suoi piani futuri, si sono decisi per le dimissioni volontarie dal servizio, accedendo così alla buonuscita di 35.000 € (somma soggetta però ad ulteriore tassazione). Se fino ad ora i continui avanti marsch e dietrofront hanno caratterizzato le comunicazioni della Pisana, su una cosa però la Regione ha fissato un paletto ben preciso; nonostante i contratti scadano l'ultimo dell'anno, hanno ben pensato di fissare il termine ultimo per presentare la domanda di fuoriuscita entro il trenta di novembre. Una mossa che suscita a dir poco qualche perplessità; su tutte, quella più amara starebbe nel fatto che un lavoratore socialmente utile ancora troppo giovane per andare in pensione, potrebbe illudersi che da qui a dicembre un'ipotetica “zampata” potrebbe strappare in extremis la stabilizzazione tanto agognata. Ma se così non fosse? Bhè, allora sarebbe proprio il caso di dire, oltre al danno, la beffa. Ritrovarsi senza lavoro e senza buonuscita. E' questo il dilemma che attanaglia molte di queste persone. Se uno dovesse semplicemente guardarsi alle spalle e vedere quanto si sia cavato da questa battaglia, non ci sarebbe neanche da pensarci due volte: abbandonare la nave prima che affondi e prendersi i 35.000 € (pari più o meno a cinque anni di stipendi). A contribuire a stringere ancor di più questo nodo gordiano sono anche le forze politiche e sindacali che, giustamente, conducono una serrata opposizione verso gli ultimi sviluppi negativi della faccenda, richiamando costantemente le istituzioni competenti alle loro responsabilità. Un muro contro muro in cui però rischiano solo ed esclusivamente i lavoratori. Da una parte i sindacati, dall'altra la Regione, e in mezzo il comune di Priverno che, parole dell'assessore competente Angelo Miccinilli, non ha alcuna intenzione di dare atto a qualsiasi azione concreta senza precisa comunicazione regionale. Quasi dimenticavo; sempre in riferimento alle istituzione di casa nostra, le due stabilizzazioni che il Comune avrebbe concesso, si sono perse stada facendo. “Non ci sarebbe il tempo materiale per ponderare una giusta scelta secondo criteri di competenza.” Parola di assessore.
Un'atmosfera piuttosto surreale, con confini sfumati e troppo poco visibili, che ci pone dinanzi un'unica riflessione, a mio parere, certa; in quel della Pisana, lo svuotamento del bacino degli Lsu è cosa ormai programmata. Sarà il mese prossimo a dirci se si tratterà di una “soluzione finale” o non.


Ultima modifica di Brother il Dom Nov 27, 2011 10:58 pm, modificato 1 volta

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Messaggio  Brother il Sab Nov 26, 2011 8:42 pm


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