Ruggine, tra favola e realtà.

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Ruggine, tra favola e realtà.

Messaggio  Jacopo Di Macio il Ven Gen 27, 2012 11:04 pm

Nello scorso anno il film "Ruggine" di Daniele Gaglianone è stata una delle sorprese positive tra i prodotti cinematografici nostrani, tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore milanese Stefano Massaron il film ha colpito critica e pubblico per la sua intensità e per l'innovazione sotto vari punti di vista che si è riusciti ad apportare al genere drammatico, merito anche di un cast scrupolosamente scelto e più che mai indovinato.
TRAMA: Nella periferia di Torino in quartiere frequentato ed abitato da numerose famiglie di immigrati e non, accomunati da una situazione economica non certo delle migliori, si svolge l'infanzia di un gruppo di ragazzini che trascorrono le lunghe ed afose giornate estive alternandosi tra un calcio al pallone e una corsa in bici, circonati dagli imponenti palazzoni del condominio. Tra questi ragazzi un gruppetto in particolare capitanato da Carmine, un ragazzino di origine sicliliana dai capelli lunghi e mori, ha da tempo preso come rifugio e come base per i propri giochi un imponente magazzino abbandonato a qualche centinaio di metri dal quartiere, e nonostante le precarie condizioni in cui versa e i continui divieti dei genitori, il gruppo non ha alcuna intenzione di abbandonarlo al punto che gli viene dato l'appellativo di "castello".
Un giorno però a turbare la tranquilla e spensierata estate dei bamini si presenta una distinta e singolare figura quella del dottor Boldrini(Filippo Timi), il medico da poco arrivato nel quartiere viene visto come una figura pulita e rispettabile da parte dei grandi, anche e soprattutto per la sua totale disponibbilità e per la passione che mostra fin da subito nel accudire i loro figli nel momento del bisogno. Non sono dello stesso parere Carmine e i suoi amici che fin da subito dubitano dell'eccentrica figura del dottore, fin quando in seguito alla scomparsa di due bambine i loro sospetti si fanno più che fondati. A distanza di anni Carmine(Valerio Mastandrea), Sandro(Stefano Accorsi) e Cinzia(Valeria Solarino) vivono nella quotidianeità delle loro azioni tre vite apprentemente separate ma legate indissolubilmente dal terribile ed indelebile ricordo di quell'estate.
Commenti personali: Il film merita veramente il prezzo del biglietto, non si vedono infatti molto spesso di questi tempi nel genere drammatico prodotti che si differenzino come questo per le modalità innovative con cui viene affrontato l'intreccio narrativo. Nonostante infatti nelle prime battute il film potrebbe sembrare eccessivamente lento e magari anche un pò noioso, questo è un mezzo necessario affinche accresca nello spettatore il senso di disagio che i protagonisti vivono a distanza di anni dopo il trauma subito. Molto difficile trovare un attore che si distingua rispetto agli altri per bravura, risultando tutti perfettamente indovinati per il proprio ruolo. Tra i grandi a mio parere Mastandrea è stata la vera sorpresa anche per la prova che ha dovuto affrontare dell'accento siciliano, tra i piccoli che dominano la scena per la maggior parte del film c'è l'imbarazzo della scelta.
(di Jacopo Di Macio).

https://www.youtube.com/watch?v=JiYPyfeykks

Jacopo Di Macio

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