Baarìa...una realtà tutta siciliana

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Baarìa...una realtà tutta siciliana

Messaggio  Jacopo Di Macio il Sab Ott 16, 2010 3:34 am

Baarìa è il nome in siciliano di Bagheria, il paese in provincia di Palermo in cui è nato il regista Giuseppe Tornatore che attraverso la sua opera ci racconta le vicende di un comune abitante siciliano, ma più in generale descrive un pezzo di storia del paese percorrendo cinquant'anni di cambiamenti che hanno caratterizzato la storia italiana dagli anni trenta fino agli ottanta. Per rendere autentico e trasportare lo spettatore in quella realtà il film uscì nelle sale cinematografiche a partire dal 25 settembre 2009 anche in dialetto siciliano, e naturalmente i principali attori: Francesco Scianna, Margareth Madè, Ficarra, Picone e molti altri sono originari siculi, inoltre sono presenti molti attori famosi che hanno voluto accostare il loro nome al film anche solo con piccole partecipazioni, tra i tanti: Michele Placido, Luigi Lo Cascio, Vincenzo Salemme, Leo Gullotta, Monica Bellucci e molti altri ancora.
TRAMA:Il film racconta la vita di Peppino Terranuova nato a Bagheria, provenendo da una famiglia povera Peppino è costretto fin da bambino a lavorare prima come bracciante insieme al fratello più grande, e poi come aiuto di un pastore al qual era stato affidato dalla famiglia. Dovendo ben presto abbandonare la scuola, la sua infanzia passa in fretta ed attraversa importanti cambiamenti del panorama italiano dopo il ventennio fascista, tra cui: lo sbarco degli alleati con la fine della seconda guerra mondiale e il Referendum per la Repubblica. Fin da giovane si accosta alla politica iscrivendosi al partito comunista e partecipando attivamente alle lotte del partito, appoggiando le rivolte degli agricoltori e viaggiando anche fino in Russia con i suoi compagni. Si innamora di Mannina una giovane ragazza che anche se ricambia il suo amore è stata promessa dalla sua famiglia ad un altro ragazzo che a differenza di Peppino è benestante, i due innamorati coltivano la loro relazione in segreto fino a quando non organizzano una "fuitina" chiudendosi a chiave in casa di Mannina e costringendo infine i genitori ad accettare il loro amore e il seguente matrimonio. In seguito alla nascita dei primi figli però manca alla famiglia una stabilità economica anche perchè Peppino comincia a dedicarsi a tempo pieno alla politica facendone una delle sue principali ragioni di vita che lo porteranno presto a candidarsi con il suo partito. Il film offre infine un finale a sorpresa che lascia spazio all'interpretazione dello spettatore.
COMMENTI PERSONALI: La cosa che risulta più evidente è la voglia del regista di raccontare l'amore per la sua terra ricreando nei minimi particolari le persone, i luoghi e i modi che caratterizzavano il paesaggio, l'intero film si svolge con l'intreccio di numerosi personaggi nessuno dei quali secondario i quali contribuiscono a creare un ottima ambientazione e permettono allo spettatore di vivere quel tempo che sembra così lontano, servendosi oltre che di ottimi attori anche di usi e costumi del periodo il tutto accompagnato dalle musiche del maestro Ennio Morricone. In questo più che negli altri suoi film si respira la vera "sicilianità" tanto cara al regista, che in un intervista si pronunciò così riguardo alla sua opera: « "Baaria" è un suono antico, una formula magica, una chiave. La sola in grado di aprire lo scrigno arrugginito in cui si nasconde il mio film più personale. Una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie. Una leggenda affollata di eroi... Baaria è anche il nome di un paese siciliano dove la vita degli uomini si dipana lungo il corso principale. Ma percorrendole avanti ed indietro per anni, puoi imparare ciò che il mondo intero non saprà mai insegnarti. »


Jacopo Di Macio

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