Storia del cinema italiano,dagli inizi...

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Storia del cinema italiano,dagli inizi...

Messaggio  Jacopo Di Macio il Sab Nov 20, 2010 3:36 am

Cominciamo oggi un viaggio che ci porterà a raccontare la storia del cinema italiano dagli inizi del secolo scorso fino ai nostri giorni, attraversando periodi storici ricchi di cambiamenti, documentati dalla testimonianza di registi ed attori eterni, che con il loro lavoro ci permettono di rivivere tempi passati e seguire il suo sviluppo, attraverso la scoperta di nuove tecnologie e nuovi generi che con il passare degli anni hanno permesso al nostro cinema di affermarsi a livello internazionale. Il debutto del cinema italiano è da attribuire a pochi metri di pellicola che, solo dopo alcuni mesi dalla sensazionale scoperta dei fratelli Lumierè, riprendevano il papà Leone XII mentre benediceva la macchina da presa, l'industria cinematografica nasce intorno al primo decennio del '900 con la Cines, nata a Roma per iniziativa di Filoteo Albertini, successivamente altri stabilimenti di produzione nascono a Torino, Milano e Genova incominciando ad esportare i propri prodotti che si affermano a livello europeo. A differenza degli Stati Uniti dove il genere che riscuote più successo è sicuramente il Western, in Italia (come anche nel resto d'Europa) alla vigilia della prima guerra mondiale , il genere più in voga è il film storico potendo vantare diverse produzioni, specialmente quelle ambientate nell'epoca classico-romana. Il primo film storico di una lunga serie è "La presa di Roma" (1904) di Filoteo Albertini a cui seguono altri film del genere come "Ultimi giorni di Pompei" (1908) di Ambrosio, e due film di Enrico Guazzoni "Marcantonio e Cleopatra" e "Quo vadis?" (1913), quest'ultimo è indicato come il primo kolossal della storia del cinema basti pensare alle innovazioni che portò in quegli anni come: le 5.000 comparse, spettacolari scenografie, set tridimensionali (e non solo più teli dipinti) che ricreavano l'antica Roma, per una realizzazione finale che arrivò dopo due anni di intensi lavori, spronando in seguito altri registi a cimentarsi in nuove versioni del film, l'ultima delle quali risalente al 2001. Un altro genere che prende piede in quegli anni è il filone realistico , nel quale si innestano nel cinema la letteratura verista e la narrativa meridionale, rientrano in questo filone film importanti come "Sperduti nel buio" (1914) di Nino Martoglio considerato il precursore del Neorealismo, e "Assunta Spina" interpretato magistralmente da Francesca Bertini che recita il drammatico ruolo della protagonista. Dopo la prima guerra mondiale il cinema italiano vive un periodo grigio dovuto alla difficile situazione politica e sociale, periodo che dura fino agli inizi degli anni trenta quando inizia una rinascita grazie a commedie più commerciali basate su storie che vedevano protagonista la piccola borghesia, come nei film di Mario Camerini "Darò un milione", "Il sigor Max" e "I grandi magazini" (1939) interpretati tutti e tre dalla coppia Vittorio De Sica-Anna Noris. L' Italia però andava incontro ad un altro periodo difficile come la seconda guerra che portò, come vedremo nel prossimo appuntamento, alla nascita di un nuovo genere il Neorealismo.

Jacopo Di Macio

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